Ciao Anne Rice

Ciao amici, oggi volevo scrivervi un articolo per la rubrica Pillole di Vita, ma appena sveglio ho letto la triste notizia della morte di Anne Rice.

Questo post è solo un ringraziamento per tutto quello che ha fatto per me con le sue storie.
Se non la conoscete, Anne, è stata, ed è tutt’oggi uno tra i nomi più importanti del panorama letterario dell’ultimo secolo. Regina indiscussa del gotico e dell’horror, anche se non relegherei i suoi romanzo solo al genere horror.
Ha segnato la storia della letteratura moderna con Lestat De Lioncourt, protagonista della saga ‘Le cronache dei vampiri’ e di due trasposizioni cinematografiche: Intervista col Vampiro e La Regina dei Dannati.

Non innamorarti della notte così follemente da non riuscire più a trovare la strada.

Lestat

Ed è proprio lui, Lestat, che è entrato con prepotenza nella mia vita, facendomi fare un viaggio dentro di me e nel giardino selvaggio, il mondo, come adora chiamarlo lui.
Lestat è un vampiro che ha lottato per la sua libertà, ha lottato per amare, ha infranto ogni regola, è stato a un passo dal diventare il sovrano di una Terra in decadenza, per poi trasformarsi in una rockstar, ditemi se questa cosa non è figa!
Lestat è finito all’inferno, ha attraversato il paradiso, cercando di rispondere a tutte le domande che noi esseri umani ci poniamo.
Quando comprai il primo libro di Anne Rice, Intervista col Vampiro, avevo la testa piena zeppa di domande, quali: chi sono? Perché sono qui? Quale è il mio scopo? Cosa significa amarmi?
E trovarmi davanti quel personaggio che ha cominciato a farmi visita ogni notte nei miei sogni, ha fatto in modo che iniziassi a rispondere a quelle domande, ma cosa più importante, mi ha permesso di accettarmi e amarmi così come ero, come sono.
Ho abbracciato a pieno il mio essere diverso, la mia voglia di libertà.
Io e Lestat avevamo, e abbiamo ancora oggi, un filo che ci lega.
Mai dimenticherò gli amici miei che hanno iniziato a leggere i libri di Anne (sì, la chiamo semplicemente Anne, perché per me è parte della mia famiglia), e mi dicevano: Lestat sembri te.
Sì, lo sentivo mio, ero io.

Grazie Anne

Grazie Anne, grazie per aver condiviso con tutti noi il tuo dono. Grazie per averci emozionati.
Grazie, semplicemente grazie.

Adesso starai viaggiando nel giardino selvaggio in compagnia di Lestat, Louis, Armand, Gabrielle, Pandora, Claudia, e tutta la mitica combriccola che hai creato.
Le tue parole resteranno marchiate a fuoco dentro di me, e dentro milioni di lettori.
Ciao Anne.

Era doveroso salutarla anche qui, sul mio blog, perché se ho deciso di scrivere è anche grazie a lei, ma faccio fatica a trovare le parole adatte oggi, spero di trovarle domani.
Ciao amici, ciao di nuovo Anne.

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