#VitaDaScrittori: Worldbuilding (in Nora)

Nora-Giacomo-Ferraiuolo

Worldbuilding: cosa è?

Il Worldbuilding non è nient’altro che la costruzione del mondo nel quale si muove la nostra storia. Sembra una spiegazione riduttiva, ma soffermatevi un attimo a pensarci, senza un mondo ben delineato e coerente sarebbe un vero disastro. Specialmente quando si tratta di storie con componenti fantastiche.

Le nostre regole, il nostro mondo.

Siamo noi autori a delineare le regole del nostro mondo e tutto ciò che può accadere. Ne approfitto per raccontarvi del worldbuilding in merito a Nora, il mio primo romanzo horror.

È ambientato ad Acilia, un piccolo paese alla periferia di Roma, nel quale abita la nostra protagonista. Odiata dal vicinato e sempre isolata da tutti.

Nella casa di Nora c’è qualcosa che si muove e striscia nell’oscurità, delle ombre assetate di vendetta che la soffocano tra i corridoi e le stanze della sua casa.

Questo è il mondo nel quale si svolge l’intera vicenda. Queste ombre e la casa di Nora sono però un luogo fantastico, dove la normalità non ha più un senso, e si avanza in un mondo immaginario, con le sue regole da rispettare.

Il fantastico.

Cercherò di non far spoiler XD
Le ombre che popolano la mente e la casa di Nora non rispondono alle nostre leggi e regole, sono esseri che provengono da un’altra realtà. Si nutrono di energia, che sia umana o elettrica, e sono animate da una grande vendetta nei confronti di Nora e di tutti coloro che abitano lì e che non hanno mai fatto nulla per loro.

Man mano che diventano forti riescono a scivolar fuori dalla casa di Nora, distruggendo le vite di tutto il vicinato.

Quando mi sono approcciato ai ‘Senza Nome‘, così adoro chiamarli, ho dovuto delinearli nei dettagli, per renderli coerenti lungo tutta la storia. Ho buttato giù delle regole e le ho dovute rispettare.
Ammetto che sono regole molto semplici, anche perché il loro ruolo nel romanzo è fondamentale, è vero, ma come vi spiegherò più avanti, sono anche marginali alla storia raccontata.

Nora

Il mondo reale.

Una volta ben definita la componente fantastica ho dovuto approcciarmi a quella reale: l’ambientazione. Conosco Acilia, ci passai un pomeriggio di luglio, da solo, lungo le stradine residenziali sotto il sole cocente. È stato un inferno, e quando stavo scegliendo dove ambientare il romanzo mi è tornato in mente quel ricordo.
Quindi mi sono detto: Gli eventi di Nora sarebbero accaduti durante un’estate afosa ad Acilia.

Andai a fare una passeggiata sul luogo per assorbire le energie e le sensazioni che mi donava quel posto, ci andai durante una tarda mattinata, quando tutti erano ormai a casa o stavano iniziando a pranzare. Mi caricai di quelle sensazioni e quando tornai a casa capii di essere quasi pronto.

Quasi all’inizio del romanzo Nora viene rinchiusa nel reparto psichiatria di un ospedale, e ha un rapporto molto strano con un medico. Anche in questo caso dovevo cercare di essere il più fedele possibile alla realtà. Chiamai mia sorella, che lavora in ospedale, e anche altri amici infermieri, chiedendo informazioni in merito.

Man mano tutto cominciava a delinearsi e ho dovuto bilanciare bene la componente fantastica con quella reale, rispettando tutte le regole e cercando di rendere il mondo più coerente possibile.

A volte è difficile, vorremmo raccontare le cose e trovare le soluzioni che più ci aggradano, ma non funziona così.

In Nora, fortunatamente, la storia è più improntata sul piano psicologico, si entra nella psiche della protagonista e dei diversi personaggi e si fa luce sull’oscurità che popola tutto noi. Nel sequel di Nora, Stanza 218, invece, mi sono potuto sbizzarrire. Ho preso il mondo che avevo delineato in Nora e l’ho reso ancora più oscuro, le ombre più cattive, ho introdotto nuovi personaggi e ho fatto luce sul passato rispondendo a tutte le domande che avevo lasciato in Nora. In questo caso è stato più semplice, in quanto era tutto stato già deciso, ma allo stesso tempo è stato molto limitante. Avevo in mente molte cose che non ho potuto inserire, altrimenti avrebbero fatto crollare quanto ho costruito in Nora.

Coerenza ed equilibrio.

Ricordate sempre, siate coerenti quando costruite l’ambientazione del vostro romanzo, è molto importante, anche se fa da contorno alla storia, e siate equilibrati. Nessun trucco, almeno questo mi sento di dirvi, ma sforzatevi sempre di trovare una soluzione a ogni problema che vi si pone. Più sarà completo il vostro mondo, più sarà funzionale alla storia.

Che ne dite di raccontarmi un po’ del vostro worldbuilding?

Se siete curiosi di scoprire qualcosa in più su Nora e la sua tormentata storia, basta cliccare qui.

G.

Lascia un commento