Da amante del filone fantascientifico nato con Alien, (leggasi alieni cattivi, situazioni adrenaliniche, claustrofobia, astronavi), non potevo perdermi la nuova serie originale di Netflix: Another Life.

La trama è molto semplice e lineare:
Un artefatto alieno, dalle sembianze di una grande montagna di cristalli, atterra sulla Terra, il governo seleziona un gruppo di scienziati per raggiungere il pianeta madre di questo oggetto alieno e dare risposte al genere umano.
Fin qui tutto bene.
I primi problemi cominciano però sin dal primo episodio:
La crew incaricata di intraprendere questo viaggio intergalattico ha a capo il generale Niko, che sembra la copia pallida e mal riuscita di Ellen Ripley.
Niko è alle prese con situazioni, a volte spinte fin oltre l’inverosimile, condite con crisi isteriche e bad words quasi senza sosta.
Il resto della ‘banda‘ è composta da ventisettenni con gli ormoni impazziti, crisi nervose e… irresponsabili.
Il futuro del genere umano è nelle loro mani!
Vedere questa serie tv è un po’ come guardare una parodia della saga di Alien, tra cui, e mi auguro sia voluto, un omaggio alla scena iconica del primo film, quella del ChestBurster quando sono tutti a rifocillarsi attorno al tavolo.

Ho dato fiducia a questa serie tv, cercando di mantenere alto il livello di concentrazione.
Sono arrivato all’episodio 7 di 10 e la situazione disastrosa non cambia.
Anche le scene ambientate sulla terra con il marito di Niko e la blogger/giornalista/influencer, interpretata dalla grande Selma Blair, vanno avanti senza grandi pretese.

Una serie che si lascia guardare, piena di cliché e riferimenti a tutto ciò che abbiamo già visto.
Una serie creata da Aaron Martin, già creatore della bellissima Slahser.
Un prodotto commerciale con ampio margine di miglioramento.
Non funzionano le scene più drammatiche, non funziona la disperazione dei personaggi (alle prese con la mancanza d’ossigeno, un morbo assassino, i motori che esplodono, insomma in ogni puntata ce n’è una, hanno tanto per cui essere disperati!), molte cose non funzionano.
Questo è Another Life: una gita liceale nello spazio tra isterismo e imprecazioni, il tutto condito con ormoni fuori controllo e scelte irresponsabili.
Voto?
2,5 su 5, e sono stato buono!
G.

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