La quiete notturna, il momento migliore per scrivere, buttar giù idee, ascoltare i propri pensieri così imperiosi nella nostra testa.
Li sento che mi bisbigliano di vita e di morte, di gioie e dolori, di personaggi che vivono dentro di me conducendo vite parallele alla mia, quasi come se io fossi un burattinaio sadico.
Un dio minore, onnipotente nel mio piccolo, mentre povere anime, frutto della mia mente, implorano di non esser tagliate fuori dalla loro storia, dalla loro vita.
Perché noi scrittori, alla fine dei giochi, raccontiamo solamente ciò che i nostri personaggi vogliono…
Biografi di vite vissute al massimo e senza freni…al limite dell’inverosimile tanto reale quanto fantasioso.
Marionette e pubblico, lo spettacolo dell’arte.
(Foto web)
(Deliri notturni)


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